Soggiornare al Villaggio Acquamarina non significa solo godersi il mare, ma trovarsi nel bel mezzo di un libro di storia a cielo aperto. Qui, ogni scoglio e ogni antica pietra ha una voce che arriva da migliaia di anni fa.
Tutto nasce tra le pagine dell'Eneide di Virgilio. La leggenda narra di Palinuro, il fedele nocchiere di Enea. Mentre la flotta fuggiva verso le coste italiane, il dio Sonno, sotto mentite spoglie, lo indusse al sonno profondo facendolo cadere in mare.
Palinuro lottò contro le onde per tre giorni, riuscendo a raggiungere la riva proprio su questo promontorio, dove però trovò una sorte crudele per mano degli abitanti locali. Da allora, il suo nome è rimasto legato a questo pezzo di terra che si allunga nel mare: un monumento eterno alla lealtà e al destino. Guardare il tramonto sul Capo dal nostro villaggio, conoscendo questa storia, rende il panorama incredibilmente poetico.
A breve distanza da noi sorge il Parco Archeologico di Elea-Velia, un sito UNESCO di importanza mondiale. Non è solo un insieme di rovine, ma il luogo dove i filosofi Parmenide e Zenone fondarono la Scuola Eleatica.
C'è un segreto che pochi turisti conoscono e che affascina da sempre studiosi e curiosi: la leggenda della città sotterranea.
Sotto la superficie del promontorio si snoda un labirinto di grotte marine e terrestri che, secondo alcune credenze popolari e antichi racconti, nasconderebbero i resti di insediamenti antichissimi o addirittura i rifugi usati durante le invasioni saracene.
Sulla cima della Molpa si trovano i resti di un antico castello medievale e di una città che un tempo era un centro vitale del territorio. Costruita in una posizione strategica tra il fiume e il mare, la città di Molpa offriva rifugio agli abitanti di Palinuro durante le terribili incursioni dei pirati.Ancora oggi, camminando tra i ruderi invasi dalla vegetazione selvaggia, si possono scorgere le mura di cinta e i resti delle torri che un tempo proteggevano il golfo. È un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, sospeso tra il silenzio delle pietre e il rumore del vento.
Il nome "Molpa" ha origini antichissime e, secondo alcuni studiosi, deriva dal greco Molpè, il nome di una Sirena. La leggenda vuole che queste creature mitologiche abitassero proprio le grotte ai piedi della collina, incantando i marinai con il loro canto.
Si dice che la città di Molpa sia stata distrutta e ricostruita più volte, finché nel 1464 i pirati saraceni non la rasero al suolo definitivamente, costringendo i superstiti a rifugiarsi nell'entroterra (dando vita a quello che oggi è il borgo di Centola).
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